aRTes: trasformare i tetti urbani in spazi per la sostenibilità

Guardare una città dall’alto, oggi, significa scoprire un patrimonio spesso invisibile. Migliaia di tetti, terrazze e coperture restano inutilizzate, ma potrebbero trasformarsi in qualcosa di più: luoghi di produzione, incontro, verde e energia.

Da questa visione nasce aRTes – Active Rooftops South Europe, un progetto europeo che punta a trasformare i tetti del Sud Europa in spazi attivi per la sostenibilità e la comunità.

R2M Solution è parte di questo cambiamento, contribuendo al progetto con la propria esperienza nell’innovazione digitale e nei modelli di business per la transizione sostenibile. Dal BIM ai digital twins, dai dati urbani ai sistemi GIS, il contributo di R2M è quello di tradurre la tecnologia in strumenti concreti, capaci di migliorare la qualità della vita in città.

 

Una rete europea per ripensare lo spazio urbano

aRTes è co-finanziato dal programma Driving Urban Transitions (DUT) dell’Unione Europea e coordinato dalla Universidad Politécnica de Madrid.
Il progetto coinvolge 13 partner di sette Paesi europei – Cipro, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna – tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni pubbliche.

L’obiettivo è ambizioso: ripensare i tetti urbani come infrastrutture verdi e digitali, capaci di produrre energia, ridurre le emissioni e creare nuovi spazi di socialità.
In linea con le strategie europee della Renovation Wave e del New European Bauhaus, aRTes vuole dimostrare che la transizione ecologica delle città può cominciare da un luogo spesso dimenticato: i loro tetti.

 

Dal progetto alla realtà: un percorso in quattro fasi

Il lavoro si svilupperà tra il 2025 e il 2028, seguendo un percorso in quattro tappe principali:

  1. Progettare e costruire soluzioni fisiche: pergole fotovoltaiche, pavimentazioni modulari, giardini pensili e spazi comunitari co-progettati.
  2. Sviluppare piattaforme digitali per il co-design e il monitoraggio, che consentano di raccogliere dati, misurare risultati e favorire la collaborazione tra cittadini, tecnici e amministrazioni.
  3. Realizzare installazioni pilota in cinque città europee – Madrid, Parigi, Aveiro, Torino e Nicosia – che fungeranno da laboratori a cielo aperto per testare le soluzioni.
  4. Coinvolgere la comunità: residenti, stakeholder e istituzioni locali saranno parte attiva nella progettazione e nella gestione degli spazi, per assicurare che i tetti diventino davvero un bene condiviso.

Il progetto si articola inoltre in cinque pilastri di innovazione – Urbanism, Constructive Solutions, Digital Services, Urban Green & Farming, Urban Logistics – per un approccio integrato alla rigenerazione urbana.

 

Il contributo di R2M Solution: dalla tecnologia al modello

All’interno del consorzio, R2M Solution guida le attività legate alla digitalizzazione e all’exploitation.
In questo ambito, mette in campo le proprie competenze e tecnologie, tra cui Matterport, per sviluppare strumenti digitali avanzati – modelli BIMdigital twin e piattaforme di monitoraggio basate su GIS – capaci di rendere i tetti “intelligenti”: infrastrutture in grado di raccogliere e restituire informazioni utili su energia, clima e uso dello spazio.

Dall’altro, è impegnata nella creazione di modelli di business sostenibili che permettano di replicare le soluzioni di aRTes in diversi contesti urbani.
Questo significa individuare strategie economiche, tecniche e gestionali che rendano gli interventi scalabili, duraturi e accessibili a enti pubblici, condomìni e investitori privati.

 

Tetti come spazi di vita, non solo di copertura

Dietro aRTes c’è un’idea semplice ma potente: i tetti possono diventare una nuova frontiera dell’abitare urbano.
Possono produrre energia rinnovabile, accogliere orti e giardini, ospitare attività sociali e culturali, migliorando al tempo stesso il comfort termico degli edifici e contribuendo alla riduzione delle isole di calore.

In questo senso, aRTes non è solo un progetto tecnico, ma un esperimento di trasformazione culturale: invita cittadini e istituzioni a immaginare un diverso rapporto con lo spazio urbano, più aperto, condiviso e sostenibile.

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